vedere tutto "rose e fiori"

Sono stanca di vedere tutto nero o al limite grigino, perciò sono andata a comprarmi una confezione di lenti a contatto roseefiori.
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fatto apPOSTa da emiglia alle
11:39:40
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Compiere gli anni pensando al futuro
Dovendo cominciare a preoccuparmi per quando avrò un’età da pensione, si sa, coi tempi che corrono bisogna essere previdenti, ho deciso di intraprendere un corso di pittura.
Il pittore da cui vado è un esperto di ritratti, oltre che un grande maestro, quindi tanto per cominciare, anche se come inizio non è dei più semplici, mi sono data pure io ai ritratti.
Dovreste sentire che lezioni stupefacenti. Lui non usa tecniche accademiche, lui va, come si dice, a sentimento. Mi ha spiegato che, quando devo disegnare un volto, devo cercare di visualizzarlo sulla tela usando il ricordo e, via via che disegno, concentrarmi su una parte alla volta in modo da immaginare il contesto, intravedendolo soltanto; così, se tipo sto disegnando la bocca e il resto della faccia non è proprio perfetto, non mi farò influenzare dalle parti sbagliate ma l’insieme mi aiuterà semplicemente a richiamare l’impressione generale del volto che sto disegnando. Non so se riesco ad essere chiara, dovreste sentirlo dalle sue parole. Lui sì, che spiega divinamente!
Il procedimento sarebbe questo: mentre disegni una parte, la bozza del resto della faccia ti aiuta a immaginare il tutto, quando quella parte è disegnata, è essa stessa ad aiutarti nel definire le parti mancanti, perché contribuisce a richiamare nella memoria la faccia della persona in questione, finché il volto nel suo insieme non prende forma.
Le principali difficoltà nascono 1 dal fatto che non è per niente semplice disegnare neanche una sola parte, 2 la stessa faccia può assumere tante espressioni diverse, perciò è difficile focalizzarne una precisa da riportare sulla tela.
C’è poi un altro fattore interessante, che lui mi ha spiegato. Mentre stai disegnando ti può capitare per caso di "incontrare" facce diverse… cioè se hai disegnato un naso sbagliato magari ti accorgi che in realtà non è proprio un naso sbagliato ma semplicemente il naso di un’altra persona, il che può essere divertente perché via via ti vedi comparire sulla tela altre persone… e ti può pure capitare di decidere di cambiare ritratto!!
La cosa mi ha divertito un sacco e mi sono messa a ridere, ma lui mi ha detto con tono serio che non c’era niente da ridere, perché certe volte queste facce lo fanno proprio arrabbiare e vorrebbe scacciarle via per non farsi distrarre, dato che deve, per motivi economici, concentrarsi su una in particolare. Questo naturalmente è un problema che io non ho, visto che per me si tratta solo di un hobby da pensionata, ma ovviamente non sono stata lì a rigirare il coltello nella piaga. In verità il problema per me non si pone proprio, visto che i ritratti che faccio per ora sembrano più ispirati a un Kandinsky che al mio illustre maestro ritrattista.
fatto apPOSTa da emiglia alle
17:49:00
20 Commenti
ATTENZIONE ATTENZIONE!!
Guardate questo:
11:11 11/11
direi che fa decisamente 1!!! :)
fatto apPOSTa da emiglia alle
11:11:00
24 Commenti
grandi occasioni
Ieri facendo due passi mi sono imbattuta in un mercatino. Mi sono subito diretta al baracchino delle Grandi Occasioni. Dopo aver fatto un po’ a gomitate tra la folla accalcata, sono riuscita a stabilire un contatto visivo con la merce. Tutti si aspettavano di trovare, come si suole in questi casi, dei prezzi stracciati. Invece gli oggetti presentavano delle targhette perfettamente integre con su scritti dei prezzi di tutto rispetto. Mentre il venditore spiegava agli sprovveduti avventori quello che io sapevo da sempre (cioè che non si trattava di occasioni qualunque, ma di GRANDI OCCASIONI di quelle che ti capitano una volta sola nella vita, che perciò non possono essere svendute), io già puntavo l’oggetto che faceva al caso mio. La clessidra coi numeri.
Le clessidre mi sono sempre piaciute (a chi non piacciono?); è così bello guardarle, inebetiti dai loro granellini sottili che scendono giù in una delicata pioggia rosa, formando splendidi paesaggi desertici (che le palle di vetro con dentro la neve gli fanno un baffo).
Ma la clessidra mi incanta soprattutto per il fatto che anche se la smuovi, la stimoli, la stuzzichi, gli dai colpetti, lei non può in nessun modo andare più veloce di così. Flemmatica e paziente.
Al limite puoi fermarla o rovesciarla ma mai velocizzarla. Non puoi decidere di azzerare tutto e ricominciare da capo. Se vuoi che i granellini stiano da una parte o dall’altra devi aspettare pazientemente che siano passati tutti, a turno, o di qua o di là. Da un certo punto di vista si può dire che è pure educativa… e anche un po’ zen.
Siccome poi ultimamente mi è presa una gran passione per i numeri delle ore e dei minuti, l’oggetto in questione non poteva cascare più a fagiuolo. Mi diverto soprattutto a scovare quei numeri che fanno i simpatici, che si mettono in mostra, perché vogliono farsi notare e non perdersi nella monotonia rassegnata dello scorrere del tempo, quei numerini tutti uguali (00:00) o a due a due (11:22), crescenti in fila (12:34), i numeri multipli (14:28) e i palindromi(15:51). Molto spesso però finisce che sono io che voglio notarli e non loro che vogliono essere notati, e se ne stanno lì beati come se non gliene fregasse niente che io li veda o meno. Ma io so che non è così. Il fatto è che io gli voglio bene a tutti uguale, anche se a una prima impressione possono sembrare un po’ disorganizzati, non riesco ad avere preferenze. Quindi le 23:16 è bello perché
, 13:48 perché 1+3 fa 4 e 8 è il doppio di 4 e via dicendo. Oppure ci sono quelli come 18:38 che è bello perché non è altro che un 18:18 che ha invitato un paio di amici a cena. E quando ci sono amici a cena si sa è sempre una festa.
fatto apPOSTa da emiglia alle
16:16:00
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