21/11/2005

Una storia dal finale un po’ macabro e dalle conclusioni del tutto arbitrarie.

C’era una volta un vecchio orologio di dimensioni mastodontiche [mastodonte -> ill. paleontologia], costruito da un falegname creativo che aveva realizzato delle ore talmente realistiche che decisero di prendere vita.
Le ore chiacchieravano tutto il giorno facendo un gran trambusto, a volte si ritrovavano tutte in un punto, tanto che le lancette pensavano di impazzire e cominciavano a valutare seriamente l’ipotesi di passare al digitale.
Un giorno, dopo una di quelle feste micidiali che tutti erano collassati e ognuno era rintanato a casa sua col mal di testa, un paio d’ore, di quelle più irrequiete che volevano sempre fare qualcosa… magari qualcosa di tranquillo, però stare in compagnia, si diedero appuntamento intorno a mezzogiorno (o a mezzanotte non è facile stabilirlo) e decisero di vedersi una videocassetta (o un dvd), insomma una roba tete-a-tete.
Per rispetto della privacy non posso dire chi erano queste due ore, ma tanto per capirci gli darò due nomi di fantasia: Rossella Cinque e Mario Nove. Inevitabilmente galeotto fu il film ...e zac, finirono col fare le ore piccole.
Non sapendo come fare perché con queste ore in più si sballava tutta la giornata (e le lancette erano ormai al limite della sopportazione), rimasero lì a ragionare tanto di quel tempo che arrivarono le prime ore del mattino.
Le ore del mattino erano come al solito affamate, con quella fame tipica di chi è stato sveglio tutta la notte, così Mario Nove appena le vide si affrettò a chiedere consiglio: “guardate cosa ci è successo!! e ora?!?! (un’esclamazione molto in voga da quelle parti) cosa possiamo farcene di queste ore piccole? dobbiamo liberarcene al più presto, sennò chi le sente più le lancette?”
Le ore del mattino non ci pensarono due volte e viste queste ore piccole così paffutelle che sembravano dei bomboloni alla crema cominciarono a mangiarsele.
Intanto Rossella Cinque, che era la classica tipa sempre un po’ svampita, si era distratta e quando tornò in sé chiese: “beh che fine hanno fatto le nostre ore piccole?” e Mario Nove scoppiando in una fragorosa risata: “le ore del mattino hanno loro in bocca!”
Da quel giorno la gente ha deciso di alzarsi presto ma secondo me si tratta solo di un grosso equivoco.

fatto apPOSTa da emiglia alle 19:02:53 16 Commenti