27/04/2006

28 Maggio 2006

Emiglia e la Nutria
sono liete di annunciare...

la 3a edizione de

"La Sagra della Nutria"!

fatto apPOSTa da emiglia alle 14:14:00 72 Commenti

13/04/2006

Tutto è bene quel che finisce bene


Fare lo scrutatore alle elezioni non è poi così difficile. Io è la terza volta che lo faccio.
Cioè, voglio dire i nomi degli elettori ci sono già tutti scritti nell’elenco e tu devi solo scrivere due numeri: un documento di identità e la tessera elettorale. Come documento se ti va bene ti danno la Carta di Identità, allora è facile, perché il numero è in bella vista sulla copertina. Qualcuno per eccesso di scrupolo si porta il passaporto, manco il seggio fosse una specie di zona franca-extraterritoriale, magari lo fanno solo per sbandierarti il fatto che sono gente che viaggia, loro.
Poi c’è la terza categoria, quella più difficile, perché generalmente trattasi di documenti completamente strappati e illeggibili, ed è quella delle signore un po’ in là con gli anni che non riesce a riconoscersi in nessuna foto se non in quella della vecchia patente, quando erano ancora giovani e belle (e con un colore dei capelli plausibile), o degli uomini che vedono nell’usura della loro P.G. la testimonianza della lunga esperienza alla guida come inconfutabile segno di virilità.
Insomma, a parte un po’ di pazienza per annotare questi due numeri è tutto fatto, gli dai le schede e la matita copiativa (raccomandandogli al massimo di non mordicchiarla) e l’elettore può votare, fa tutto da solo, tu non devi mica fare niente, cioè non è che devi dirgli che cosa votare, lui lo sa già quello che fa (o almeno).
Poi ci sono da mettere un sacco di firme ovunque, ma quelle secondo me te le fanno mettere per farti passare meglio il tempo tra un votante e l’altro (così non ti annoi), o per farti esercitare nel caso dovessi diventare famoso all’improvviso.
Quando tutti hanno finito di votare si aprono gli scatoloni, che è un po’ come quando si scartano i regali di natale che stanno tutti lì intorno con un senso di curiosità e di suspense.
Via via che si tirano fuori le schede  si mettono tutte su un tavolo divise a mucchietti, secondo come le persone hanno messo le crocette, e poi si contano.
Non devi neanche mai contare i numeri grandi, perché quando le schede sono tante le dividi in mazzetti di dieci e poi hai da contare solo le decine, così ti basta che sai contare fino a dieci o poco di più.
Quando le schede sono tutte contate si devono scrivere delle cose incomprensibili un sacco di volte in tanti registri difficilissimi che sembrano tutti uguali, invece ogni tanto c’hanno qualche differenza a trabocchetto. Però il segretario lì ci capisce tutto e gli basta scrivere due o tre cose magiche e poi fa degli scarabocchi su un sacco di pagine ed è tutto a posto.
A questo punto viene il bello, perché prima di chiudere devi mettere tutto dentro a delle buste numerate con una numerazione stranissima, che vanno cercate in mezzo a un sacco di altre buste, che in genere non servono a niente e stanno lì solo per confonderti le idee.
Quando hai messo le cose nelle buste giuste, devi mettere il tutto dentro ad altre buste e poi ancora dentro altre buste, che però sono sempre più piccole delle precedenti, infatti a volte il presidente ti dice di  appiccicarcele direttamente sopra, a mo’ di francobollo e a me questo mi fa molto ridere.
Insomma l’unico momento in cui ho dovuto un po’ alzare la guardia in questo scrutinio è stato quando, dopo essere stata accompagnata in un posto lontanissimo a consegnare alcuni dei plichi con una macchina dei vigili (perché nel nostro seggio non avevamo altri mezzi), ho dovuto fare bene attenzione a  riacciuffarli prima che mi lasciassero lì. Ovviamente, una volta messe in salvo le preziosissime schede votate, a loro non gliene importava niente di dove mi lasciavano. Per fortuna alla fine sono riuscita a farmi riaccompagnare in una zona un po’ più centrale, dove ho potuto almeno prendere un autobus per tornarmene a casa.  Insomma tutto è bene quel che finisce bene, l’unico problema adesso (dicono) è la governabilità.

fatto apPOSTa da emiglia alle 01:47:00 23 Commenti